Alla scoperta del Perù.

Un viaggio in Perù è sempre un’esperienza unica!! Se poi lo si scopre usando i mezzi pubblici, si avrà la possibilità di immedesimarsi nella realtà della vita quotidiana e di conoscere da vicino le popolazioni locali. Machu Picchu, le linee di Nazca, il lago Titicaca con le sue isole galleggianti, Puno, Cuzco, il mercato di Pisaq, tutte attrazioni una più bella dell’altra. E che dire di Arequipa, la famosa città bianca? Tutte queste meraviglie si ammirano scortati dall’occhio vigile dei condor che sorvolano il territorio peruviano, quasi come delle sentinelle al servizio dei turisti o con la compagnia dei lama che pascolano liberi

Donna andina con bambino e due lama.

anche loro attratti dalla magia del Machu Picchu.
Per la visita di Machu Picchu, il mio consiglio è quello di salire ad Aguas Calientes la sera, pernottare in loco e la mattina appena svegli andare subito a visitare il sito Inca, quando ancora non sono arrivate le frotte di visitatori! In questo modo è possibile gustare tutta la magia di questa città in cui il tempo sembra essersi fermato.
Inizio il mio viaggio in Perù, da Lima quindi subito alla riserva di Paracas sull’Oceano Pacifico per una gita in barca alle Isole Ballestas (le Piccole Galapagos con grotte e cavità spettacolari).
Girando in barcone attorno a queste isole (sulle quali è vietato approdare) si scorgono con facilità animali di ogni tipo: delfini, pinguini di Humboldt, leoni marini, foche e svariate specie di uccelli acquatici. La straordinaria biodiversità delle isole è dovuta alla corrente fredda di Humboldt.
Mi dirigo verso Nazca quindi Arequipa, nota per il suo clima mite tutto l’anno nonostante l’altitudine di 2500 metri.
Partenza con bus di linea per Puno, la porta d’accesso al Lago Titicaca ed è la base per chi, dal Perù, volesse spingersi fino in Bolivia.
Il Lago Titicaca si estende per più di 8000 km quadrati, si trova ad una quota di oltre 3800 metri ed è circondato dalla Cordigliera Real. Segna il confine con la Bolivia: le rive settentrionali ed occidentali appartengono al Perù. La campagna circostante è ricca di rovine pre-incaiche (tra le quali le torri funerarie di Sillustani). Qui il clima è mitigato dalle acque del lago: umido da ottobre ad aprile e secco da maggio a settembre. Molto interessante la visita alle isole Uros,

Isole di Uros

formate dalle canne di totora (il giunco acquatico tipico del lago) miste a fango, detriti e melma che imprigionano le radici delle canne e ne impediscono la decomposizione, con lo stesso materiale vengono prodotte le tipiche barche (le balsas), le abitazioni, le stuoie usate come pareti, i tetti e le porte.
Sbarcato sulla prima “isola” provo una strana sensazione: paglia che dondola sotto i piedi. Donne e bambini con vestiti coloratissimi si stagliano contro il blu intenso del cielo e del lago. Tutte hanno lunghe trecce decorate alle estremità e in testa la caratteristica bombetta. Arrivato alla seconda isola, a bordo del barcone di totora, rimango colpito ad osservare altre abitazioni tra cui la scuola locale.
Proseguo per Cuzco, (che nella lingua quechua significa “ombelico del mondo”) situata a 3400 e passa metri sul livello del mare e con le sue chiese barocche, i palazzi nobiliari e i possenti baluardi militari inca è la città più antica d’America. Quando Colombo scoprì il nuovo mondo, Cuzco era già la capitale dell’Impero Inca; è stata dichiarata dall’Unesco patrimonio mondiale dell’umanità e da sola vale una visita del Perù. Possiede un fascino particolare che si respira nelle strade e nei mercati dai mille colori pieni di una umanità strana. Per gli Inca la città rappresentava lo spazio sacro in cui si incontravano le quattro grandi regioni che costituivano l’impero Inca che si estendeva dalla Colombia al Cile. Oggi la città è la base ideale per visitare Machu Picchu e la Valle Sacra.
Aguas Calientes ci appare esattamente come descritta nelle guide: un caotico paese dove si respira un’atmosfera di ‘frontiera’ con il suo groviglio di bancarelle dove si vende di tutto: dai finti idoli inca ai cappellini di alpaca. La ferrovia per salire all’area di Machu Picchu termina poco dopo Aguas Calientes dove sono in attesa degli autobus per salire fino all’area archeologica. La mattina dopo alle 5 del mattino salgo  sull’autobus che porta fino a Machu Picchu, attraverso una stradina sterrata e tortuosa. Dopo un percorso di circa un’ora si arriva al sito e qua è possibile vivere la magia dell’alba che “accende” le rovine. La vista a quest’ora è incredibile, non c’è ancora molta gente, il sole sta nascendo e piano piano i suoi raggi illuminano le vestigia della città sacra inca meglio conservata.
È un’emozione molto forte. La guida attende paziente che lo stupore lasci il posto all’attenzione per le sue parole. Inizia la visita delle varie parti di Machu Picchu. Nella piazza sacra ci sono lama ed alpaca tenuti lì volutamente per contribuire alla pulizia del sito per impedire che la giungla lo inghiotta.

Machu Picchu

Machu Picchu nota universalmente come  la città perduta degli Inca, fa parte del Patrimonio dell’Umanità stilato dall’Unesco. E’ situata in una zona montana a 2.700 metri di altitudine nella valle dell’Urubamba in Perù. Si suppone che la città fosse stata costruita intorno all’anno 1440 e sia rimasta abitata fino alla conquista spagnola del 1532. La posizione della città era un ben custodito segreto militare, perché i profondi dirupi che la circondavano erano la sua migliore difesa naturale. Difatti, una volta abbandonata, la sua ubicazione rimase sconosciuta per ben quattro secoli, entrando nella leggenda. Scoperte archeologiche, uniti a recenti studi su documenti coloniali, mostrano che non si trattava di una normale città, ma di una specie di residenza estiva per l’imperatore e la nobiltà Inca. Si è calcolato che non più di 750 persone alla volta potessero risiedere a Machu Picchu, e probabilmente durante la stagione delle piogge o quando non c’erano nobili, il numero era ancora minore.
La città fu riscoperta il 24 luglio 1911 da Hiram Bingham, che compì parecchi altri viaggi ed eseguì scavi fino al 1915.
Purtroppo tutte le cose belle hanno una fine e anche il mio viaggio è giunto al termine.
Credo che il Perù mi rimarrà impresso in modo indelebile! Un paese magnifico!

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umberto@viaggievacanzesumisura.it
cell 3939907454

 

 

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